Boxe URSUS Milano

Dal nostro progetto Unkode, nasce ancora una nuova collaborazione con una delle più prestigiose scuole milanesi di Boxe.

URSUS 

www.boxeursus.com

L’ antica scuola milanese, aperta ormai nel lontano 1966, è una struttura che insegna le arti della Boxe, Kick Boxing, Boxe Thailandese e Valetudo. Questa particolare scuola, non solo insegna uno sport così antico, ma unisce le persone e cerca di aiutare i ragazzi ad allontanarsi dalla strada, insegnandogli uno sport, antico e nobile come la Boxe.

Tratto dal Corriere della Sera. ( Marta Serafini)

“Un poliziotto ed un ragazzo rumeno, tirano di boxe inseme. La situazione sembra irreale. Ma c’è una palestra a Milano, dove grazie al lavoro di volontari ed educatori, l’integrazione si concretizza.Si tratta della URSUS di viale Umbria, dove si è deciso di aprire agli allenamenti anche ad adolescenti disagiati che partecipano gratuitamente ai corsi di pugilato.Uno sport, spesso a torto, considerato violento, che invece può trasformarsi in un’ occasione di scambhio culturale offrendo un percorso di crescita.” Da molti la boxe è vista come aggressiva”, spiega Stefano Bandini, 32 anni, maestro URSUS. “Qui invece la pratichiamo con un altro spirito. Ma non solo. Abbiamo deciso di permettere ad alcuni ragazzi stranieri di allenarsi, un pò per allontanarli dalla strada e un pò per insegnare loro a dominare l’ aggressività. Poi è anche buona occasione per imparare la lingua e farsi degli amici”. Ore 19.30. Ci si inizia a riscaldare prima di salire sul ring. Si prendono i guatoni ed i paradenti e si fanno le flessioni. Nel gruppo anche due ragazzi rumeni, parlano poche parole di italiano. Sembrano intimiditi, poi basta un sorriso e si inizia a fraternizzare con i compagni.

Per partecipare al corso non hanno dovuto pagare nulla, nemmeno per l’ attrezzatura. In cambio, si chiede loro di dare una mano a sistemare la palestra, di aiutare nei giorni in cui sno in programma i match e distribuire i volantini pubblicitari. A farli entrare in contatto con la palestra, alcuni, educatori. “Lo sport è solo uno dei percorsi formativi, ma per i ragazzi è particolarmente importante perchè insegna loro le regole della coinvivenza. Diciamo che è anche un buon deterrente per i fenomeni di bullismo perchè permette di incanalare le energie”, sottolinea Paolo Larghi, direttore dei servizzi educativi della cooperativa La Strada. Così, se da un latosi sferra uno swing si para un colpo, dall’altro si apprende anche che per stare con gli altri ci sono delle regole da rispettare. Importante , oltre all’ora di allenamento, è infatti tutto il contorno: “Ho notato che si tratta di una buona occasione per insegnare a prendere il biglietto dei mezzi, fare la borsa e tenere le proprie cose in ordine”, racconta Francesco Casali, educatore del centro ambrosiano di Solidarietà. Non sempre però l’ esperimento riesce, come spiegano alla palestra: “La percentuale di insuccesso è alta: riusciamo a coinvolgere in pieno solo 1 ragazzo su 10, ma non ci perdiamo d’animo e continuiamo a lavorare”. E chissà che un girono uno di questi ragazzi non diventi un Campione di Boxe.”

 

 

PROCESSO CONCLUSO IN APPELLO PER ADRIAN TUBETANO

Per l’ omicidio di Betancourt, 26 anni, compiuto al “Thini Cafe” di via Brembo, uno dei locali di ritrovo delle gang latinoamericane, sei sudamericani erano stati condannati con rito abbreviato lo scorso marzo a pene comprese tra i 18 anni e 6 mesi e i 16 anni e 10 mesi dal gup di Milano Micaela Curami. Lo stesso giudice, invece, aveva respinto la richiesta di patteggiamento a 5 anni di Adrian Tubetano Pesantes, accusato di essere stato il ‘palo’. Il patteggiamento aveva avuto il consenso del pm Mario Venditti, che aveva qualificato l’accusa nei suoi confronti in una forma di omicidio colposo, quella della ‘aberratio delicti’, che si ha quando un errore nell’ utilizzo dei mezzi per compiere il reato produce un evento diverso da quello voluto.

Si è consluso il processo per omicidio colposo ad Adrian Tubetano Pesant.

La condanna  definitiva emessa in appello, prevede la reclusione dell’ imputato per 16 anni, pena ridotta dalla prima condanna, ovvero l’ergastolo.